Ben arrivato, McFly! – Tributo personale al film che ha segnato la mia infanzia

Ciao, Marty, ben arrivato, ti aspettavo da tanto tempo.

Immagino che tu non lo sappia ancora, ma ci siamo conosciuti quando io avevo 9 anni circa; andai a vederti al cinema d’estate, per la seconda volta in vita mia, dopo la fine della scuola. Non partivo con grandi aspettative… ero già traumatizzato dalla volta precedente in cui andai al cinema, con la scuola che, allo scopo di farci prendere coscienza delle meraviglie del mondo degli adulti, ci presentò “Pizza Connection“, un macigno di film con Michele Placido sulla mafia, con omicidi e violenza, che distrusse diversi mesi della mia infanzia, popolando di incubi le mie notti e minando le basi di una crescita sana e felice.

Mi facesti cambiare idea, fortunatamente, e da quel giorno fu amore a prima vista. Oggi, 30 anni dopo, parlo ancora di Ritorno al Futuro come del mio film preferito.

Certo, la presi un po’ “male”: il tempo libero a disposizione da ragazzo e la maniacalità di una passione mi portarono a fare cose strane: rivederlo decine di volte, trascrivere i dialoghi in un quaderno (come si vede nella foto), registrare audiocassette con il contenuto del film da ascoltare durante il tempo libero o – sia sempre benedetto mio padre e la sua pazienza – in macchina, imparare a memoria tali dialoghi con la nascosta ambizione di andare a stupire Frizzi e i suoi ospiti a “Scommettiamo che?”, preparandomi a domande del tipo: “Cosa dice Doc a Marty al minuto 54.06?” (Risposta: “Ma non sarai un figlio adottivo?“). Da ricovero, lo so.

Ricordo ancora bene l’attesa spasmodica per i film successivi, i ragionamenti sui paradossi temporali di Ritorno al Futuro II, da far impallidire Sheldon Cooper, le lacrime sul finale del terzo film (prima e unica volta che mia sorella maggiore mi portò con lei al cinema) e quella sensazione di meraviglia ed ammirazione che crebbe giorno dopo giorno, portandomi ad acquistare negli anni successivi tutte le videocassette (e poi, i DVD, il BluRay, e… i file .avi tuttora presenti nel mio pc) dell’intera filmografia del tuo alter ego Micheal J. Fox.

Oggi non sono più come il bambino cui rubasti la cassettina con le ruote nel parco, inventando lo skateboard e mi rendo bene conto che un film resta tale, al di là delle emozioni che momentaneamente ti regala, ma in Ritorno al Futuro c’è sempre stato qualcosa di diverso e speciale.

Il futuro, come avrai notato tu stesso e come oggi chiunque su internet si affretta a farti notare, non è quello che hai vissuto tu la prima volta… evidentemente da qualche parte la linea temporale deve aver preso altre direzioni, però ci siamo, ne stiamo parlando ed è già qualcosa di positivo…

Sai, ho dei figli piccoli che rabbrividiranno stasera quando dirò loro che ho intenzione di fargli vedere un film di 30 anni prima che ha caratterizzato una fase importante della mia crescita e che porto nel cuore, come se anziché essere uscito dal cinema nel 1985, ne fossi uscito pochi minuti fa.

Volevo renderti omaggio a modo mio… con una carrellata delle frasi più divertenti e significative del film, prese dal citato quaderno. Spero di farti cosa gradita.


“Non ti attaccare all’amplificatore, c’è una vaga possibilità di sovraccarico” “Si… ci starò attento!”

Ok, fra le tante cose che mi hai lasciato in eredità… la passione per la chitarra elettrica non c’è, fortunatamente. In compenso desideravo il fuoristrada, ma non ce l’ho fatta. Non ancora.


“I McFly non hanno mai significato niente nella storia di Hill valley!” “Ma la storia… cambierà!”

Solamente adesso, con l’HD e il televisore di dimensioni decenti, mi sono accorto dell’effetto rughe nel collo del signor Strickland


“Se ti ci metti con impegno, raggiungi qualsiasi risultato”

Questa la dico tuttora ai miei figli


“C’è nessuno in casa? Usa la testa McFly! Pensa… devo avere il tempo di farmela battere a macchina… ci pensi che succederebbe se presentassi la MIA relazione con la TUA calligrafia… Sarei licenziato! E tu non vuoi che questo succeda, vero? VERO?”

Crescere come George McFly era fra le mie più grandi paure di bambino


“Quando questo aggeggio toccherà le 88 miglia orarie… ne vedremo delle belle, Marty!”

Da quel giorno iniziai a guardare con speranza il contachilometri della Fiat Uno di mio padre, ma… no, non successe mai nulla.


“Mio Dio, Doc, hai disintegrato Einstein!” “Calma, Marty, non ho disintegrato niente! le strutture molecolari di Einstein e della macchina del tempo sono completamente intatte” “Ma allora, dove diavolo sono?” “La domanda giusta è QUANDO diavolo sono!”

Frase grammaticalmente orrenda, ma densa di significato


“Dovendo trasformare un’automobile in una macchina del tempo… perché non usare una bella automobile!”

Qui ti contraddico e pecco di lesa maestà… Ok, le ali di gabbiano sono affascinanti, ma la Delorean non mi ha mai fatto impazzire.


“Oh, mio Dio, mi hanno trovato… non so come ma mi hanno trovato… Scappa Marty!”

Gli unici libici con il furgoncino hippy e le armi che non funzionano al momento giusto. Oggi con i libici siamo messi peggio.


“Bastardo spaziale, mi hai distrutto un pino”

Accorgersi PRIMA che arrivasse internet e i suoi “lo sapevi che…” che il “Twin Pines Ranch” del 1955 diventerà nel 1985 “Twin Pines Mall” e, dopo l’andirivieni di Marty che distrugge un pino, “Lone Pine Wall”, non ha prezzo!


“Ehi, papà, George, ehi, tu con la bicicletta!”

Cerco ancora di scoprire cosa stesse mangiando George quella mattina


“Levi’s? Perchè continui a chiamarmi Levi’s?” “Levi’s è il tuo nome, no? Levi Strauss. Ce l’hai scritto dappertutto anche sulle mutandine… Oh… forse ti chiamano Lev…”

Ero troppo innocente all’epoca per comprendere la pubblicità occulta. Peraltro la cosa avrebbe fatto arrabbiare qualcuno, visto che in lingua originale si parla di Calvin Klein.


“Così tu sei lo zio Joey… Faresti bene ad abituarti a queste sbarre…”

Con buona pace del fatto che il futuro non è ancora scritto. Ah, già, ma quello è passato. Beh, forse la storia cambierà anche per lui, lasciamogli la speranza


“Buonanotte, ragazzo del futuro!”

Come dargli torto? Certo, Reagan presidente era inimmaginabile. Figurati se gli avessero detto che un attore palestrato austriaco sarebbe diventato governatore della California di lì a poco


“Doc, ma che diavolo è un GigOwatt!?”

Il misterioso Gigowatt. Unità di misura misteriosa della quale si sono perse le tracce.


“Non ha più la testa… è come se fosse stata cancellata!” “Cancellata… dall’esistenza!”

Ok, la foto dell’immagine è un po’ più in là nel film, ma il concetto rimane: si presuppone che sia stata una decisione autonoma del continuum spaziotempo far sparire suo fratello dall’alto in basso, sua sorella dal basso in alto – giusto, visti i pantaloni che porta – e Marty, per ultimo, in dissolvenza strategica


“Adesso vai dentro e la inviti” “Ah, si, ok, ma non so cosa dire…” “Qualsiasi cosa , George! una cosa naturale… la prima cosa che ti viene in mente!” “Ma non mi viene in mente niente!!!” “Cristo! E’ un miracolo che io sia nato!”

Questa è la prima battuta che ha fatto ridere mia moglie quando, dopo 15 anni di tentativi infruttuosi, una settimana fa sono riuscito a convincerla a vedere il film.


“Il delfino ci ha uniti!”

Lo sguardo di Lorraine vale da solo il biglietto. Nella versione originale dice “I’m your density!”, stavolta il nostro doppiaggio ha vinto per distacco


“Scusa la rozzezza di questo modello, ma non ho avuto il tempo di farlo in scala e di dipingerlo” “Va bene, va bene.”

Scena che mi ha causato incontenibili risate a crepapelle fino alla tarda adolescenza. Poi ho imparato a contenermi


“Ma non devi fare a pugni, pà…. papparapappappà.” e poco dopo “Ehi,tu, porco, levale le mani di dosso” “devo dire anche porco?”

Anche questa, frase ripetuta fra amici il giorno dopo essere andati al cinema. Non avendo in ogni caso ragazze dalle quali levare le mani di dosso, quindi ci organizzammo un torneo di schiaffo del soldato. Inventiva giovanile


“Marty, mi sembra di sentir parlare mia madre” e “C’è qualcosa che non va… Io non so cosa sia, ma, mentre ti baciavo… mi sembrava di baciare mio fratello! Tutto questo non ha senso… no?” “Credimi, ha perfettamente senso!”

I baci in questo film sono stati centellinati. Uno solo, quello risolutivo, si è compiuto, gli altri sono stati tutti interrotti: dalla richiesta di fondi per salvare l’orologio della torre, dall’imbarazzo che si prova nel baciare una mamma e dalla Delorean di Doc che torna dal futuro. Neanche la Disney vecchia maniera sarebbe riuscita a contenersi così.


“No, Biff, tu la lasci stare!” e “Tutto a posto, Lorraine!”

Applicazione pratica di “The power of love”, hit della colonna sonora del film


“se non c’è musica non possono ballare, e se non ballano non si baciano, e se non si baciano non si amano…. e io sono fregato!”

Discorso chiaro, conciso e convincente. Prototipo di domanda di assunzione del futuro.


“Penso che ancora non siete pronti per questa musica… ma ai vostri figli piacerà!”

Con i figli finora è andata male, adesso siamo alla generazione dei nipoti… non so se questa previsione sia stata mai pienamente azzeccata.


“Doc, è un rischio che devi correre… la tua vita dipende da questo!” “Nooo… mi rifiuto di accettare questa responsabilità!” e, molto dopo, “Allora, tutti quei discorsi che non si devono cambiare gli eventi futuri… la continuità spazio-tempo…” “Ho pensato… chi se ne frega! 

Alla fine si mandano a quel paese tutti i concetti scientifici del film per esigenze sceniche, ma come dice Doc… chi se ne frega?
P.S., Doc, e se ti sparavano alla testa?


“Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!”

E così vola via verso il futuro la scena finale del più bel film della mia infanzia.


Grazie di tutto questo, Marty. Grazie davvero. Hai reso la mia vita un po’ più ricca. Ci vediamo in futuro. O nel passato!

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9 pensieri su “Ben arrivato, McFly! – Tributo personale al film che ha segnato la mia infanzia

    1. Grande Alfredo… Ho condiviso con te questa tua passione “adolescenziale” … Anche se il tuo livello è difficile da raggiungere 😂
      Non vorrei sbagliare ma per il terzo film, al cinema con tua sorella c’ero pure io 😉
      – Allora dimmi, ragazzo del futuro, chi è il Presidente degli Stati Uniti nel 1985?
      – Ronald Reagan.
      – Ronald Reagan??? L’attore?? Hah! E il vicepresidente chi è?! Jerry Lewis?! Suppongo che Marilyn Monroe sia la First Lady e John Wayne il Ministro della Guerra! 😂😂😂

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  1. Scusa se mi permetto, perché non ci conosciamo, ma il tuo è in assoluto il tributo più bello a “Back To The Future” che ho letto da giorni a questa parte su WordPress ed in generale sul web italico.
    Non dico recensione, perché la tua no è una disamina critica o storica, m aun vero omaggio, appassionato, trascinante ed evocativo, scritto in punta di penna e che mi ha conquistato dalla prima all’ultima riga.
    Sono arrivato qui incuriosito dal commento che suo suo blog aveva dato del tuo pezzo e cquestomi ha spinto a seguire il link e leggerlo ed ora ne sono davvero felice!
    Ciao e buon lavoro.

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    1. Grazie, il tuo commento mi fa particolarmente piacere perché è il primo “non cercato” intenzionalmente da me o di amici che ho reindirizzato al blog.

      Il blog non ha ancora un mese, è un ragazzino. Spero crescerà bene.

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  2. Ora finalmente ricollego quel “Porco levale le mani di dosso…” scritto in risposta a GiBi.
    Pensavo fosse farina del tuo sacco, ma in fin dei conti tra uno che scrive dialoghi e uno scrittore non c’è molta differenza.
    Nnostante non sia un appassionato di “Ritorno al futuro”, ma avendolo comunque visto parecchie volte, mi hai fatto fare un bel salto nel… passato.
    Bei tempi, quei tempi.

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